Amelia aveva capito una cosa molto semplice nel momento esatto in cui Lorenzo Duca aveva fatto il suo ingresso sulla terrazza del magnifico resort affacciato sul Lago di Como: in quella stanza, tutti sapevano chi fosse.
Non serviva che qualcuno lo presentasse. Bastava il modo in cui le conversazioni si abbassavano, il modo in cui il personale si raddrizzava al suo passaggio e gli sguardi discreti che seguivano ogni suo movimento. Lorenzo aveva trentotto anni, un’eleganza impeccabile e quella sicurezza silenziosa di chi era abituato a ottenere ciò che desiderava. Intorno a lui circolavano molte voci, alcune legate ai suoi affari, altre alla sua fama di uomo impossibile da impressionare.
Amelia, però, non aveva mai avuto interesse per le voci.
Indossava un abito color bordeaux e sedeva vicino alla riva, con le scarpe accanto alla sedia. Aveva scelto quel luogo per trascorrere un pomeriggio tranquillo, lontano dal rumore della città. Non era venuta al resort per conoscere un uomo ricco e certamente non aveva intenzione di trasformare una giornata sul lago in una competizione.
La sua amica Giulia la pensava diversamente.
«Amelia, ti sta guardando» sussurrò, dandole una leggera gomitata.
Amelia alzò gli occhi verso Lorenzo. Per un istante i loro sguardi si incontrarono.
«E allora?» rispose.
Giulia la guardò incredula.
«È Lorenzo Duca.»
Amelia sorrise appena.
«Proprio per questo non mi interessa.»
Nel frattempo, tre donne si erano avvicinate a Lorenzo.
La prima si presentò con un sorriso sicuro, come se avesse preparato quella conversazione da tempo. La seconda iniziò a ridere più del necessario a ogni sua frase. La terza si sistemò accanto a lui e cercò immediatamente di catturare la sua attenzione.
La scena divenne quasi surreale.
Le tre donne parlavano contemporaneamente, cercando ognuna di essere più interessante delle altre. Lorenzo ascoltava con educazione, ma il suo sguardo continuava a spostarsi verso la riva.
Verso Amelia.
Lei non aveva fatto nulla per attirare la sua attenzione. Non aveva cercato di incontrare nuovamente il suo sguardo, non aveva sistemato i capelli, non aveva riso più forte. Non sembrava nemmeno interessata a sapere se Lorenzo la stesse osservando.
Ed era proprio questo che lo aveva colpito.
Amelia guardò ancora una volta la scena davanti a sé. Poi sospirò, prese le sue scarpe e si alzò.
«Dove vai?» domandò Giulia.
«A fare una passeggiata.»
«Adesso?»
«Sì. Preferisco il lago a questa gara.»
Si tolse le scarpe e iniziò a camminare a piedi nudi lungo il vecchio sentiero di pietra che costeggiava l’acqua.
Non si voltò.
Dietro di lei, Lorenzo aveva smesso di ascoltare.
Una delle donne gli stava parlando, ma lui non aveva sentito una sola parola.
«Lorenzo?»
Silenzio.
La donna provò nuovamente a richiamare la sua attenzione.
«Ti stavo dicendo che domani…»
Lorenzo sollevò una mano con calma.
«Scusatemi.»
Si alzò.
Le tre donne si scambiarono uno sguardo sorpreso.
«Dove vai?» chiese una di loro.
Lorenzo guardò verso la riva.
«A parlare con qualcuno.»
Uno dei suoi collaboratori si avvicinò.
«Vuoi che la raggiunga?»
Lorenzo rimase qualche secondo in silenzio.
«No. Ci penso io.»
Amelia, intanto, camminava lentamente accanto all’acqua. Sentiva il lago muoversi contro le pietre e il vento leggero sollevarle alcune ciocche di capelli. Finalmente era lontana dalla musica, dalle conversazioni e da quella strana atmosfera di competizione.
Credeva di essere sola.
Poi sentì dei passi dietro di sé.
«Aspetti.»
Amelia si fermò, ma non si voltò immediatamente.
Conosceva quella voce.
Quando finalmente si girò, Lorenzo era a pochi metri da lei.
«Perché mi ha seguito?» domandò.
«Perché se n’è andata?»
Amelia sollevò un sopracciglio.
«Non mi sembra una risposta.»
Per la prima volta, Lorenzo sorrise davvero.
«Ha ragione.»
Quella semplice ammissione la sorprese.
«Sono andata via perché non volevo assistere a quella gara» spiegò Amelia. «Tre donne che cercano di attirare l’attenzione dello stesso uomo. Non fa per me.»
«E se le dicessi che io non avevo chiesto a nessuna di loro di fare quella gara?»
«Direi che avrebbe potuto andarsene anche lei.»
Lorenzo abbassò gli occhi per un istante.
«Forse avrei dovuto.»
Amelia rimase sorpresa dal tono sincero.
«Allora perché non l’ha fatto?»
«Perché sono abituato a restare dove tutti si aspettano che io resti.»
La risposta cambiò l’espressione di Amelia.
Per la prima volta, dietro l’uomo sicuro di sé vide qualcosa di diverso. Una stanchezza che non aveva notato quando lo aveva osservato dalla terrazza.
Lorenzo guardò il lago.
«Tutti credono che avere attenzione significhi essere fortunati.»
«Non lo è?»
«Non quando nessuno vuole sapere chi sei davvero.»
Amelia non seppe cosa rispondere.
Per alcuni secondi rimasero in silenzio, ascoltando soltanto l’acqua.
Poi Lorenzo indicò le scarpe che lei teneva in mano.
«Posso almeno offrirle un caffè?»
Amelia lo osservò con attenzione.
«Un caffè?»
«Un semplice caffè.»
«E niente giochi?»
«Niente giochi.»
«Nessuna delle sue solite regole?»
«Oggi vorrei dimenticarle.»
Amelia lasciò sfuggire una piccola risata.
«Va bene. Un caffè.»
Tornarono lentamente verso il resort.
Le tre donne erano ancora sulla terrazza e, quando videro Lorenzo avvicinarsi insieme ad Amelia, smetterono di parlare.
Una di loro si alzò immediatamente.
«Lorenzo, possiamo parlare?»
Lui si fermò, ma non lasciò Amelia.
«Certo. Più tardi.»
La donna rimase sorpresa.
Amelia si accorse che, per la prima volta da quando Lorenzo era arrivato, nessuno stava cercando di conquistare il centro della scena.
Era cambiato tutto senza che nessuno avesse alzato la voce.
Quando entrarono nella sala interna, Lorenzo indicò un tavolo vicino alle grandi finestre.
«Qui va bene?»
«Sì.»
Un cameriere portò due caffè.
Per qualche minuto parlarono di cose semplici. Del lago, dei piccoli paesi sulle montagne, dei viaggi che entrambi avrebbero voluto fare. Amelia scoprì che Lorenzo amava camminare presto al mattino, quando le strade erano ancora vuote. Lorenzo scoprì che Amelia aveva sempre preferito i luoghi tranquilli alle feste affollate.
Nessuno dei due parlò di ricchezza.
Nessuno parlò delle voci che circondavano Lorenzo.
Fuori, il sole iniziava lentamente a scendere dietro le montagne.
«Posso farti una domanda?» disse Lorenzo.
Amelia annuì.
«Quando te ne sei andata, pensavi davvero che non ti avrei seguita?»
Lei sorrise.
«Sinceramente? Pensavo che non ti sarebbe importato.»
Lorenzo la guardò a lungo.
«È proprio questo il motivo per cui ti ho seguita.»
Amelia abbassò lo sguardo sulla tazza.
Non era ancora pronta a fidarsi di lui.
Ma aveva capito qualcosa.
Dietro la reputazione, il denaro e gli sguardi che lo accompagnavano ovunque, Lorenzo era forse soltanto un uomo che, per la prima volta dopo molto tempo, aveva incontrato qualcuno che non desiderava nulla da lui.
E quella semplice verità aveva cambiato completamente il pomeriggio.
Quando Amelia uscì dal resort quella sera, non sapeva cosa sarebbe successo dopo.
Non sapeva se Lorenzo avrebbe mantenuto la promessa di non giocare secondo le vecchie regole. Non sapeva se quella conversazione sarebbe rimasta un episodio isolato o se avrebbe aperto una porta verso qualcosa di molto più importante.
Sapeva soltanto che, quel giorno, aveva fatto una scelta semplice: quando tutti cercavano di avvicinarsi a Lorenzo Duca, lei aveva scelto di allontanarsi.
E proprio quella distanza aveva fatto nascere la prima vera curiosità tra loro.
Perché a volte non è la persona che lotta più duramente per essere notata a lasciare il segno più profondo. È quella che trova il coraggio di andarsene quando tutti gli altri stanno cercando disperatamente di restare.





